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Il lavoro di Raffaella Rosa Lorenzo descrive il teorema di un’anima, uno scrigno di segreti, sentimenti, energia demiurgica, melanconia. Il lavoro artistico è un alchimia di rara intensità che va da Dürer ( si veda l’incisione di Dürer Melencolia I) a Duchamp, dove la melanconia è rappresentata dalla vigoria del pensiero e dallo stato di riflessione, non va confuso con la malinconia di tutt’altra filologia. Jung considerava l’artista un insieme di Psicologia e Alchimia e l’arte di Raffaella Rosa è un universo in costante crescita partito da un big bang rappresentato dalla formulazione dell’immagine artistico visiva e prolungatosi nella costituzione dell’oggetto finale: l’opera d’arte. Parlare dell’operato artistico di Raffaella Rosa significa aver guardato opere d’arte piene di energia ed erte di difficoltà, Zolà descrisse il lavoro dell’artista come il risultato di un punto di vista molto importante espresso da un sentimento. Tuttavia è riduttivo circoscrivere l’attività in questione a questa descrizione, personalmente ritengo l’opera d’arte come ha ricordato Gregorio Rossi, citando Roger Scruton “…l’arte che provoca non è arte, e la bellezza è nei piccoli gesti…”; uno strumento di indagine per riuscire a comprendere il mistero della vita e dell’essere umano. Nelle opere di Raffaella Rosa sono presenti questi elementi uniti al taglio obliquo della rappresentazione il quale connota l’operato nel quadro delle opere d’arte contemporanee tra post moderno e new abstract. Infatti ha in questi ultimi due anni esposto nelle capitali mondiali dell’arte contemporanea, a New York, Manhattan presso lo Jacob Javitz Center e a Tokyo, all’interno del progetto\laboratorio Italian Feelings ideato dal Museo di Arte Contemporanea Italiana in America. Senza tralasciare le esposizioni italiane tenute a Pietrasanta Chiesa Sant'Agostino "Versilia Wine Art" e quella Berlinese all’interno del progetto Infantellina Contemporary Art Gallery. L’archivio storico dell’artista è un itinerarium mentis, un viaggio interiore di un’anima caratterizzata da una forte energia demiurgica, l’artista plasmando le sue sensazioni le ha canalizzate facendole divenire monumenti perenni della propria creatività. L’astante dinanzi alle opere di Raffaella Rosa rimane rapito ed attraversa una sottile linea entrando in una fase di contemplazione, in quel momento riuscirà a coglierne la fragranza. Quindi lasciatevi andare Voi che state leggendo queste righe, entrate e guardate il lavoro di un artista.
Francesco Elisei
Curatore del padiglione della Repubblica di Moldova alla 52 Biennale di Venezia
curatore del padiglione IILA/Costa Rica alla 53 Biennale di Venezia
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